( Di Gabriele Franchini )

Ad una persona come il sottoscritto che dall’età di 6 anni è socio del WWF Italia  (ora ne ho 46) e si appassionò ai temi ambientalisti da allora compilando un album di figurine promosso dallo stesso wwf con le specie animali in via di estinzione, vengono i brividi a pensare al decadimento ambientale del pianeta Terra in questi 40 anni. L’elenco delle distruzioni ambientali avvenute, delle minacce attuali e future è troppo lungo, ma in questa sede mi voglio soffermare su un tema, peraltro delicato e che può generare antipatia , in prima istanza, verso lo scrivente. Ebbene voglio enfatizzare come ad oggi la più grossa minaccia per il pianeta (da cui poi altre minacce sono la conseguenza) sia proprio la crescita enorme della popolazione mondiale, trainata in primis dai paesi in via di sviluppo e più in generale dal continente africano e dall’Asia. Cito un dato: la popolazione africana ad oggi è circa 1,3 miliardi ma nel 2050 è prevista a ben 3 miliardi e 4 miliardi nel 2100 ! Lo so che mi accuserete di essere misantropo, forse razzista, egoista, etc ma io invece voglio parlare di scienza, di ambiente e di numeri. Con una popolazione mondiale attuale di 7,5 miliardi di persone, già ad oggi sfruttiamo il nostro pianeta ben al di sopra delle sue capacità di rigenerare le risorse consumate. Non a caso il così detto “Earth OverShoot Day” cade ogni anno in anticipo ed in questo anno già al 29 luglio; quindi la popolazione umana dal 30/7/19 sta consumando ogni giorno più risorse di quelle rigenerabili nell’anno. Ne deriva un saldo negativo globale ambientale, da cui si spiega la crescente deforestazione specie nelle aree tropicali (quelle con più densità di biodiversità) il progressivo impoverimento dei mari, il crescente consumo dei suoli sia per urbanizzazione e cementificazione che per l’agroindustria ( a tal proposito ricordo che il Brasile, nazione al mondo con più alto tasso di biodiversità, è ormai per il 60% un enorme distesa di agricoltura estensiva, di monoculture, infischiandosene della salvaguardia di ambienti naturali e specie animali e chi volesse “sfidarmi” su ciò, venga a casa mia e dal mio Pc con il banale programma Google Earth posso dimostrarlo). Parimenti ben si vede come la foresta amazzonica sia stata distrutta per circa un 40% della sua estensione originaria. Mossa dal business della coltivazione di soia, frumento e dell’allevamento, a fronte della crescente domanda mondiale di risorse alimentari. In 40 anni una fetta di foresta amazzonica grande come l’Europa è stata rasa al suolo, sostituita da campi per agricoltura estesa ed allevamenti, con un’estinzione di biodiversità impensabile. Sono cifre da brividi. Ma ancora più brividi mi vengono pensando che tale distruzione ambientale (tornando al mio album di figurine di 40 anni fa,  tale massiva estinzione di specie animali e vegetali per colpa dell’uomo è di una gravità inaudita ed unico dalla creazione della terra ad oggi), è ancora un antipasto!!!!  Vi spiego: nel 2050 la popolazione mondiale è prevista a ben 10 miliardi di persone, quindi 2,5 miliardi in più (dati ONU, qualsiasi motore ricerca Google  vi espone ciò) e 11 miliardi nel 2100. Ergo: come farà il Pianeta Terra , già oggi in grave deficit, a sopportare una tale crescita di popolazione umana che , unita anche alle crescenti esigenze di sviluppo dei paesi poveri, creerà fabbisogni sempre maggiori di cibo, di energia, di nuove terre da coltivare (e foreste da disboscare), di fiumi da imbrigliare per creare dighe, di nuove strade ed infrastrutture ?? Ed a quali costi può avvenire se non con ulteriore ed esponenziale estinzione delle specie animali, della distruzione di ambienti naturali, con la fine dei territori incontaminati, con il progressivo scioglimento dei ghiacciai ? Non sono misantropo, credo nell’uomo, ma ritengo che quanto sopra esposto deve diventare un “monito” nell’opinione pubblica, credo anche che i paesi in via di sviluppo debbano prendersi le loro responsabilità; è vero che il ricco Occidente, i 500 milioni di europei ed i 400 milioni di americani, ha sottratto molte risorse all’ambiente, ma lo scenario sta cambiando e un continente come l’Africa che diventerà di 4 miliardi di abitanti (se il pianeta non collassa prima!!!) deve assumersi responsabilità, cosi come Cina ed India con altri 3 miliardi di esseri umani. Se un aereo sta perdendo quota rischiando di schiantarsi, i vari piloti non possono litigare sulle colpe passate, ma devono utilizzare il poco tempo rimasto per evitare la catastrofe. Concludo dicendo che serie politiche di controllo della crescita demografica del pianeta aiuterebbero ad evitare l’aggravarsi del problema e se ciò sembra da un lato “misantropia”, lo è solo in apparenza, perché salvare il pianeta ed evitare catastrofi vuol dire consentire di dare spazio a più generazioni future, anziché far distruggere tutto da questa generazione del primo secolo del duemila. 

Pubblicato da paol1

@paoloandreuccetti1973

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