Leggendo l’articolo di Gabriele (che ringrazio) non posso non concordare con tutta la sua premessa e i dati forniti (che sono oggettivi). Però , gli ho detto che avrei aggiunto questo mio pezzo, in quanto ho un diverso punto di vista sulle conclusioni. Sono andato a ricercare il mio libro universitario di “Sociologia dell’ambiente” (Tempi storici Tempi biologici) perché è da quel periodo che ho cominciato a considerare il problema. L’impennata degli ultimi 150 anni visibile sul grafico dell’andamento demografico fa impressione . 
All’inizio pensai che la principale soluzione ai problemi del pianeta, potesse essere una diffusa politica di controllo delle nascite, soprattutto nei paesi del Terzo mondo. È indubbio che ognuno di noi abbia un’ impronta ecologica e l’impatto totale dell’Uomo ne è la somma . Un dato che mi ha fatto meditare , però, è la diversa influenza che hanno le varie nazioni . Ad esempio i consumi di uno svizzero , mediamente, sono 40 volte superiori a quelli di un somalo. Quindi , se il 10% della popolazione mondiale (la più ricca) è responsabile del 50% delle emissioni di gas a effetto serra, mentre il 50% più povero ne produce solo il 10%, non è solo un problema di numero, ma di stile di vita. Teoricamente, per ottenere il medesimo risultato, basterebbe “far sparire” i 140 milioni di individui più facoltosi a fronte di 3 miliardi dei più umili. Sarebbe un bel risparmio di fatica .. ma non credo che l’ONU approverebbe una simile risoluzione. Provocazioni a parte, questo dovrebbe far riflettere. Siamo sicuramente in tanti, ma troppi rispetto a cosa ? Se vivessimo in totale armonia con la Natura come facevano i Lakota Sioux prima dell’avvento dell’ Uomo Bianco, probabilmente potremo superare anche i 20 miliardi di individui (??). Se il modello è quello occidentale, con le nostre esigenze di energia sempre crescenti , questo pianeta è inadeguato. Peccato che al momento non ce ne sia uno di scorta . Ammesso che si possa contenere la popolazione di Africa e Asia, siamo certi che questo non diventerebbe un alibi per continuare a sperperare risorse e ad inquinare ? In quel caso avremmo semplicemente procrastinato il problema. Soltanto cercando di vivere in modo diverso potremo trovare l’equilibrio. Lungi da me colpevolizzare gli occidentali , ma una cosa che ho notato, parlando con le persone, è che generalmente , a prescindere dal reddito, quasi tutti si lamentano della propria disponibilità economica. Questo è dettato da ciò che si può fare ed avere o da quello che si vorrebbe ? E quanto di tutto ciò è indotto dalla società in cui viviamo ? Vorremmo avere sempre qualcosa in più , ma qual è il livello “adeguato” ? Ronaldo ? Berlusconi ? Bill Gates ? Se, per assurdo, le persone “normali” avessero tali possibilità, per la Terra sarebbe un disastro ! 
Le razzie agli ecosistemi operate dai paesi avanzati non giustificano quelli in via di sviluppo ad imitarli. Ma, a mio parere, sono quelli storicamente più ricchi ad avere un dovere morale verso l’Umanità . Dovrebbero tracciare la linea da seguire, limitando gli sprechi ed azzerando le emissioni inquinanti. In più, dovrebbero concedere ai paesi arretrati le risorse finanziarie e tecnologiche che gli permettano di creare le infrastrutture necessarie per una vita dignitosa dei loro popoli (adattando queste esigenze ai cambiamenti climatici in corso). 
In fondo il modo più efficace per avere un controllo delle nascite (la storia insegna) è la diffusione dell’istruzione e il miglioramento delle condizioni di vita. 
Secondo l’ultimo rapporto dell ‘ IPCC dell’ 8 agosto scorso, i cambiamenti climatici porteranno a fenomeni atmosferici estremi, siccità, carestie e di conseguenza nuove guerre. Tutto questo aumenterà a dismisura i flussi migratori e a quel punto non basteranno tutti i Salvini del mondo per fermarli (leggi qui).

Pubblicato da paol1

@paoloandreuccetti1973

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