Pisa, 27/09/2019

Lo scorso venerdì mattina sono uscito di casa un po’ preoccupato. La sera precedente avevo deciso di andare alla manifestazione del fridays for future a Pisa (e non Lucca) in quanto città universitaria, pensando fosse più partecipata. Nonostante questo avevo il timore potesse rivelarsi un flop. Per fortuna , arrivato in piazza Guerrazzi alle 9 in punto i miei dubbi sono stati fugati. C’erano già moltissime persone e minuto dopo minuto l’affluenza ha continuato ad aumentare. Le presenze erano variegate. Naturalmente la componente principale era rappresentata dagli studenti, ma non mancavano individui di tutte le età e diversi genitori con bambini appresso. Mi ha fatto particolarmente piacere vedere alcuni professori accompagnare i propri alunni (cosa che ho dedotto dalle conversazioni). Fin da subito ho percepito un entusiasmo palpabile dal quale anche io, che non mi definirei un ottimista, sono stato coinvolto. Avranno contribuito il sentirsi nuovamente un universitario per un giorno o , col mio block notes e il telefono per scattare foto , un inviato freelance , ma ho avuto la sensazione di essere nel posto giusto. Ovviamente, specie tra i ragazzi più giovani, ci saranno stati alcuni con il solo obiettivo di saltare la scuola. Non sono un ingenuo, una percentuale di “perditempo” è fisiologica . Resta incoraggiante, però, che dopo anni di silenzio finalmente qualcosa si stia muovendo e simili iniziative ne sono la prova. Ogni evento può essere analizzato da diverse prospettive ed esaltato o criticato allo stesso tempo. A chi sostiene che i giovani dovrebbero soltanto studiare e , se così preoccupati dal riscaldamento globale magari diventare climatologi, risponderei che di certo gli scienziati non mancano, ma restano spesso inascoltati. Non è incoraggiante la prospettiva di lavorare come ricercatori, a volte precari, nelle Università per 1000 euro al mese e con la frustrante eventualità di essere smentiti da qualche politico che ad una Facoltà si è iscritto soltanto per avere lo sconto nei cinema. Probabilmente è più soddisfacente aprire una gelateria. E anche più redditizio se le temperature continueranno a salire e gli inverni saranno più corti .. . Tornando alla giornata, tutto si è svolto nella massima civiltà (per il dispiacere di alcuni detrattori) ed il corteo si è spostato per le vie della città in perfetto ordine. Sono stati lanciati vari slogan (mai violenti) ed esposti centinaia di striscioni e cartelli colorati di ogni dimensione . Questi hanno puntato su diversi aspetti : la lotta allo spreco; la salvaguardia degli ecosistemi; le responsabilità della politica; i diritti umani e molti altri temi. Alcuni erano piuttosto spiritosi. Dalle 50 sfumature di verde, al fumetto del dinosauro che dice, anche io pensavo di avere più tempo. Tutti, però, con un denominatore comune : il futuro. Un particolare che mi ha colpito è stato il numero dei manifesti scritti in inglese. A testimonianza di quanto i ragazzi si sentano cosmopoliti . Questa è la generazione nata con Internet. Alla faccia dei Trump o Bolsonaro che all’ ONU hanno parlato di confini e patriottismo. Come ha detto Greta (Thunberg) , le hanno rubato i sogni, ma non sono ancora riusciti a spegnere la speranza. A proposito di questo, il corteo ha avuto il suo punto di arrivo in piazza dei Cavalieri davanti alla “scuola normale” . Qui, prima del comizio finale, hanno preso la parola i bambini leggendo i loro messaggi per un mondo migliore. Alla fine nemmeno la pioggia improvvisa è riuscita a rovinare l’atmosfera. Anzi, l’ho vista come un segno. Prima di uscire di casa, con la mia consueta prudenza, avevo visitato 2 siti meteo per decidere se portarmi un ombrello. Non avendo avuto riscontri di precipitazioni, ho optato per lasciar perdere. Dopo 3 ore ero bagnato fradicio. Come se il tempo avesse voluto sottolineare che , nonostante i nostri potenti mezzi, non potrà mai essere controllato né previsto con certezza.

Pubblicato da paol1

@paoloandreuccetti1973

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