Da questa estate mia figlia si è appassionata ai fumetti di “Topolino”. Le storie sono divertenti e si possono imparare molte cose. A volte, però, ci sono citazioni, modi di dire e vocaboli più adatti ad un preadolescente piuttosto che ad una bambina delle elementari. Perciò mi metto sempre accanto a lei durante la lettura e la aiuto in caso di dubbi. Un pomeriggio, mentre mi stavo godendo un’avventura paperopolese sdraiato sul divano, Paperino ha sbottato dicendo di non voler fare una “giaculatoria”. Una già .. cosa ?! Sonia mi ha riletto il termine sillabando . Al che mi sono alzato facendo il vago , ho preso il cellulare e digitato su Google . La prima parola venuta fuori dall’anteprima è stata “preghiera” e gliel’ho detta subito. Lei mi ha guardato un po’ sospettosa , poi mi ha chiesto : “l’hai vista sul telefono ?” . Davanti all’evidenza (con un po’ d’imbarazzo) non ho negato e lei , soddisfatta, ha ripreso a leggere. Io, invece, non ho potuto non farmi delle domande. Penserà che in quell’oggetto si possono trovare tutte le risposte ? Che è inutile affannarsi ad imparare quando basta un touch ? O sono solo mie congetture e lo considera semplicemente uno strumento conosciuto fin dalla nascita ? Mi è capitato di leggere che chiunque possieda uno smartphone ha a disposizione più informazioni di quante ne potesse avere un Presidente degli Stati Uniti negli anni ’80. Sul momento mi è sembrata una provocazione, ma, riflettendoci meglio , l’affermazione non mi è parsa così assurda . Escludendo i documenti top secret , a cui solo un capo di stato può accedere, il numero delle notizie in rete tende all’infinito ed è in continuo aumento. Questo ci ha resi più informati ed acculturati ? Guardandosi intorno la risposta non sembra affermativa. Prendendo ad esempio la mia famiglia mi rendo conto di quanto sia naturale , al minimo dubbio, usare il “telefonino” per fugarlo. La quantità però, va a discapito della qualità . Siamo sommersi di input e spesso trovare notizie interessanti equivale a cercare oggetti utili in una discarica. Inoltre, in questo oceano digitale, ormai pullulano le cosiddette “fake news” che rendono molto complesso distinguere le notizie false da quelle vere e verificate. Sono cresciuto sentendomi ripetere che “l’ha detto la TV” (ipse dixit, come sostenevano i seguaci di Pitagora) . Non vorrei diventare quello che dice : “l’ ha scritto Internet” . Con così tanti stimoli ed un cervello limitato per accoglierli tutti, spesso ci accontentiamo della “superficie” senza andare in profondità. In questo modo non impariamo veramente e nel giro di poco tempo dimentichiamo tutto. A me è capitato di cercare lo stesso argomento più volte perché continuavo a scordarlo. Soltanto dopo aver approfondito sono stato in grado di memorizzarne i contenuti. Significa che meccanicamente ho utilizzato la tecnologia sostituendola alle capacità cerebrali. Questa via è più veloce, meno faticosa e per un pigro (come me) spesso diventa molto attraente. Se penso alle ricerche fatte per la scuola , mi ricordo il tempo ed il lavoro che occorrevano cercando sulle enciclopedie o andando in biblioteca. Adesso si potrebbero realizzare con dei semplici “copia-incolla”. Senza andare sul nostalgico (tipico dell’età) , sono convinto che non esistano mezzi buoni o cattivi, ma è sempre l’uso (o l’abuso) che se ne fa ad esserlo. Internet e la tecnologia sono strumenti potenti e se usati correttamente utilissimi. Potenzialmente potremmo essere le generazioni meglio informate di sempre e quindi le più consapevoli. Dalle minacce al nostro pianeta alle problematiche che affliggono le popolazioni in ogni angolo del globo. Basterebbe non accontentarsi di ciò che ci viene rifilato quotidianamente. Magari evitando di ascoltare le solite fonti, leggere esclusivamente i titoli degli articoli o gli slogan che spopolano sui Social network a mo’ di catena di Sant’Antonio. Semplicemente scavando più a fondo. È più facile far passare qualunque messaggio se dilaga l’ignoranza e al giorno d’oggi non può trattarsi di una condizione accettabile, ma di una colpa .

Pubblicato da paol1

@paoloandreuccetti1973

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