In una trasmissione televisiva di Bonolis dove personaggi famosi venivano intervistati da bambini, una sera come ospite fu presentato un antropologo. La prima domanda posta da uno dei piccoli giornalisti fu se avesse o meno ragione la sua mamma nell’insistere a fargli mangiare la carne per poter “crescere meglio”. Lo scienziato gli rispose semplicemente che non siamo stati creati carnivori in quanto non abbiamo alcune delle caratteristiche peculiari, prima fra tutte la presenza di canini sviluppati. La spiegazione mi incuriosì molto e quel giorno cominciai a pensare di ridurre drasticamente il consumo di carne. In effetti l’essere umano viene generalmente considerato onnivoro (cioè in grado di cibarsi di diversi alimenti), mentre molti studiosi, analizzando la nostra anatomia, ritengono sia più giusta la definizione di frugivori, ossia mangiatori di semi, frutti, radici e con assunzioni limitate di foglie verdi e insetti. Questa è la natura dei Primati, i nostri diretti antenati. Di sicuro l’essere umano nei millenni ha dimostrato una grande capacità di adattamento anche in campo nutrizionale e la prova è l’esistenza di comunità più carnivore o più erbivore a seconda delle necessità. Nella nostra società, dove esiste un’ampia scelta, l’alimentazione non è più soltanto una questione personale, ma una problematica globale. Gli allevamenti intensivi sono la seconda causa di produzione di gas a effetto serra, dopo i riscaldamenti e prima dei trasporti ! Oltre ai motivi “indiretti” , primo fra tutti la deforestazione del pianeta per far spazio agli allevamenti ed alle coltivazioni da cui si ricavano i mangimi, il bestiame produce metano semplicemente defecando e scorreggiando. Sembra una battutaccia di Pierino , ma è la realtà. Fortunatamente per noi la piramide alimentare , con le proporzioni di cibo raccomandate (dalla frutta e verdura alla base fino alla carne rossa sulla punta), è esattamente inversa rispetto a quella che rappresenta l’impatto ambientale. Gli alimenti più sani sono anche i più sostenibili e viceversa. Quindi, una dieta realmente salutare diffusa creerebbe equilibrio ecologico e sociale. Purtroppo la tendenza generale va nella direzione opposta ed il consumo di proteine animali, soprattutto di carne bovina, è in costante ascesa. Oltre agli storici consumatori nell’Occidente, la richiesta di carne negli ultimi decenni si è impennata nei paesi in via di sviluppo modificando radicalmente la loro dieta tradizionale. Viene da chiedersi se questo non sia più il frutto del raggiungimento di uno status sociale più che di una reale esigenza. L’Uomo ha da sempre dichiarato la propria superiorità sulle altre creature ed il fatto di essersi posizionato all’apice della catena alimentare ne è diventata la dimostrazione. A conferma di questa tesi si potrebbe citare l’ostinazione di alcuni Stati nel cacciare animali in via di estinzione come le balene o la pesca degli squali solo per cucinarne le pinne. In natura non esistono animali di serie A e di serie B, ma è generalmente accettato il destino di quelli da allevamento. La filosofa Florence Burgat sostiene che “gli animali vogliono vivere, possono essere felici ed apprezzare l’esistenza” e la sua tesi centrale è che gli esseri umani non uccidano per mangiare carne, ma mangino carne per uccidere. Senza essere per forza intransigenti, basterebbe ridurre il consumo di carne (soprattutto rossa) che è anche il cibo meno salutare. In tempo di guerra la diffusione del Cancro era circa di un caso ogni 40 individui, oggi siamo intorno ad uno su tre. È evidente che i nostri nonni e bisnonni avevano altri problemi, ma il dato fa riflettere. È più “figo” andare a mangiare una bistecca in compagnia piuttosto che una farinata di ceci (un po’ triste, lo ammetto..) , ma per il nostro organismo ne potrebbero bastare un paio al mese. L’importante è avere sempre un’alimentazione bilanciata e il più possibile “erbivora”. Non risolveremo tutti i problemi del nostro pianeta mangiando (come suggerisce il libro di J.S Foer “Possiamo salvare il mondo prima di cena”), ma di sicuro sarebbe un bell’aiutino (guarda).

Pubblicato da paol1

@paoloandreuccetti1973

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