Il 6 agosto del 1945 l’umanità scoprì la potenza distruttiva della bomba atomica. La seconda guerra mondiale terminò, ma negli anni a seguire iniziò il periodo della guerra fredda con la corsa agli armamenti nucleari da parte delle due superpotenze, USA e URSS. L’ipotesi di un nuovo conflitto globale era tutt’altro che remota e le ripercussioni (con l’utilizzo di simili armi) terribili. Le rappresentazioni di possibili scenari post apocalittici hanno sempre avuto tratti comuni. Terre aride, scarsità d’acqua e di cibo e soprattutto un’ondata di violenza dilagante fra i sopravvissuti. Come nella serie cinematografica Mad Max o nel manga giapponese Ken il guerriero degli anni ’80, in assenza di Istituzioni sono i più forti ad esercitare il potere. Questa eventualità è stata uno spauracchio per molti anni poi, con la caduta del muro di Berlino, la paura si è progressivamente attenuata. In realtà, la presenza di testate nucleari in stati con governi poco “gestibili” come Corea del Nord, Pakistan e (in futuro) Iran non è tranquillizzante. Nell’ avvenire potrebbe essere la scarsità di risorse la causa scatenante di un conflitto. Comunque la fissione nucleare non è stata utilizzata solo per scopi bellici . Dalla metà del XX secolo è iniziata la costruzione di centrali nucleari per la produzione di energia. È una fonte più economica, peccato ci siano effetti collaterali difficilmente controllabili. Nessun ciclo combustibile nucleare può operare senza qualche rilascio di sostanze radioattive e spesso, nei luoghi adiacenti ad una centrale, si registrano incrementi nei casi di Cancro. A volte, però, va anche peggio. Nei giorni scorsi ho visto la serie TV Chernobyl sul disastro avvenuto nella città ucraina e mi ha fatto tornare alla mente molti ricordi. Il 26 aprile 1986 (giorno dell’incidente) ero ancora un bambino e non leggevo i giornali, ma ricordo bene l’agitazione generale. Ne parlarono gli insegnanti a scuola e il parroco durante l’ omelia domenicale. Mia madre non comprò il latte per un po’ e smettemmo di mangiare le verdure (anche quelle dell’ orto di mio nonno). Guardando la ricostruzione degli eventi nel film, balzano agli occhi la superficialità e l’ incompetenza con cui vennero affrontate le criticità. Oltre all’ angoscia, sapendo che non si tratta solo di fiction, la storia suscita rabbia per come la burocrazia dello stato sovietico non agevolò gli interventi e la propaganda si preoccupò, in primis, di insabbiare le responsabilità agli occhi del popolo e del resto del mondo. Ho avuto una sensazione di déjà vu vedendo una scienziata (un fisico nucleare) derisa da un alto dirigente del partito comunista che si vantava di poterla comandare nonostante prima di quel ruolo avesse lavorato in una fabbrica di scarpe. Mi sono venuti in mente alcuni commenti sarcastici di politici sulle conseguenze del riscaldamento globale teorizzate dai climatologi. Chernobyl, che prima del disastro doveva essere un bel posto (immerso nelle foreste), tutt’oggi ne subisce le conseguenze. Anche nel 2011, quando ormai si dava per scontata la sicurezza delle centrali di ultima generazione, è avvenuto un incidente a Fukushima in Giappone, uno dei paesi tecnologicamente più avanzati. Questo ha riacceso l’incertezza sulla credibilità di poter tenere sempre ben chiuso un simile “vaso di Pandora”, ma ogni volta che si attenua l’emotività del momento, il dibattito si riapre. Con la crescente “fame” di energia della nostra società, c’è chi sostiene che l’unico modo per uscire dalla dipendenza dei combustibili fossili e diminuire le emissioni di gas ad effetto serra sia il nucleare. Tuttavia, oltre ai possibili incidenti, c’è ancora da risolvere il problema delle scorie. Siamo passati dalle fosse oceaniche a siti di stoccaggio ritenuti geologicamente stabili. In ogni caso i tempi di dimezzamento dei materiali radioattivi possono essere nell’ordine delle decine di migliaia di anni e nessun luogo può definirsi sicuro in eterno. Rischiamo di lasciare in dote ai futuri archeologi, al posto di preziose opere d’arte, delle bombe nascoste. Naturalmente io non ho le competenze per indicare le soluzioni alla crisi energetica globale, ma (da cittadino del mondo) il nucleare mi fa molta paura.

Pubblicato da paol1

@paoloandreuccetti1973

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3 commenti

  1. Ho letto a voce alta immediatamente dopo cena così la mia famiglia ha avuto la possibilità di ascoltare.
    Ascoltare non solo un parere ma anche la storia, la storia che appartiene a ogni uno di noi e sembra quase che ogni evento sia messo nel dimenticatoio. Anche eventi di tale entità!!!!! Che dovrebbero essere stati sufficienti per far si che l’uomo creasse solo situazioni di miglioramento per l’ambiente e di conseguenza per l’essere vivente.
    La mia figlia di 7 anni ascoltando la lettura mi ha chiesto cos’è la Radiazione….. Non sono riuscita a spiegare…. Non per che non sapesse, ma perché sembrava assurdo dirgli che l’essere umano crea questo e altro.
    Mi sono azzittita.!!

    Piace a 2 people

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