Consapevole della preoccupazione crescente, mi sono ripromesso di scrivere su qualcosa di positivo. Qualcosa che faccia pensare : “meno male”. Mi era già capitato di parlare di una delle maggiori fonti di inquinamento dei mari, la plastica. Questa, trasportata dalle correnti, forma delle vere e proprie isole galleggianti la più grande delle quali è il Pacific Garbage Patch nell’ oceano Pacifico (leggi “Un mare di plastica”). La buona notizia è che, dopo 7 anni di studi, è stata messa a punto una “macchina cattura rifiuti” per contenere il problema. La parte migliore è il fatto che funzioni davvero! Il macchinario si chiama System 001/B ed è in grado di trattenere ogni tipo di rifiuti : dai più voluminosi, alle insidiose microplastiche (fino ad un millimetro). A svilupparla sono stati gli ingegneri di una ONG olandese, la Ocean Cleanup. Il sistema è stato testato in autunno e utilizzando le correnti marine, il moto ondoso ed il vento, riesce a concentrare la plastica permettendone così la raccolta da parte delle navi di supporto. Ancora più sorprendente è il fatto che la Ocean Cleanup sia stata fondata da un ragazzo della green generation, Boyan Slat, il quale, appena diciannovenne, è partito da un progetto fatto al liceo per realizzare i propri sogni. Come a dire : “c’è ancora speranza, ma diamo spazio a questi giovani” (leggi qui). Parlando di rifiuti gettati in giro con un altro papà, mentre aspettavamo le bimbe alla scuola di danza, ho appreso un’altra bella notizia. Mi ha informato di un servizio messo in atto dal nostro Comune per salvaguardare il territorio. Si tratta dell’ Acchiapparifiuti ; nome carino e azzeccato per rendere l’idea di come funziona. Se viene avvistata dell’immondizia abbandonata, basta scattare una foto ed inviarla, con la posizione, ad un numero WhatsApp . Il Comune ne garantisce la rimozione nell’arco di 2/3 giorni. Parafrasando lo slogan usato nel film Ghostbusters si potrebbe dire : ” e chi messaggerai ?” . Al che mi sono illuminato ed ho subito memorizzato il numero. Una volta rincontrato il genitore gli ho detto che volevo mettere un post sulla mia pagina FB per pubblicizzarlo, ma la sua reazione mi ha spiazzato. Frenando il mio entusiasmo mi ha spiegato come fosse  stato proprio il sindaco a fornirgli quel numero, precisando di non farlo girare troppo. A suo parere qualcuno potrebbe esserne incentivato a compiere azioni incivili. Cercando bene il servizio è presente sul sito Internet del Comune (Capannori) però, seguendo il consiglio datomi, non l’ho pubblicato. Ci ho riflettuto parecchio e questo mi ha fatto riaffiorare un ricordo sopito. Ere geologiche fa, mentre eravamo in auto diretti verso una discoteca, il mio compagno di serata si beveva la sua Red Bull. Una volta bevuta schiacciò la lattina nella mano e poi, con nonchalance, la gettò fuori dal finestrino. La musica tecno faceva vibrare le casse e con tono alto, più sorpreso che arrabbiato, gli dissi : “ma che fai ?!”. Lui, con calma olimpica, abbassò il volume della radio e rispose tranquillamente: “sono strade cittadine, poi ci puliscono”. La spiegazione non mi convinse del tutto, ma la serata era lunga e le nostre aspettative diverse, così la conversazione finì lì . Ripensandoci adesso la vicenda è sintomatica. Vuoi vedere che il sindaco non ha tutti i torti ? Ci tengo a precisare che si trattava di un bravo ragazzo, con un eccellente curriculum universitario. Troppo spesso sento generalizzare parlando della “gente” e dei suoi comportamenti disdicevoli . Ma in fin dei conti chi è questa “gente” ? È ovvio che chi la cita voglia indicare gli “altri” o al limite la gran parte “presenti esclusi”. Di conseguenza quando saranno “altri” a tirarla in ballo, la “gente”  saremo “noi” (un po’ contorto, mi rendo conto). Un ulteriore pensiero comune è quello, pur riconoscendo la dannosità di alcuni comportamenti, della necessità di obbligare la “gente” (sempre loro) ad evitarli. In alternativa, “qualcuno” deve inventare il rimedio. Preferisco sempre utilizzare il buon senso piuttosto di dover subire delle imposizioni (anche se a volte sono necessarie) . Non è sensato nemmeno restare passivi pretendendo che un genio come Boyan trovi la soluzione a problemi evitabili. Sarebbe molto più semplice non spargere rifiuti in giro anziché aspettare il macchinario della Ocean Cleanup o il passaggio degli Acchiapparifiuti. Prima di pensare a cosa devono fare gli “altri” è meglio concentrarsi su cosa possiamo fare noi .. la “gente”.

Pubblicato da paol1

@paoloandreuccetti1973

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