La quarantena continua e con essa l’insofferenza. In molti si lamentano delle perdite economiche, dei disagi o semplicemente della noia. Le ragioni dei singoli sono molteplici, alcune delle quali meritevoli di attenzione, comunque non è semplice mettere tutti d’accordo quando si deve tutelare il bene comune. Già, il bene comune, questo sconosciuto. Le creature viventi sono accomunate dall’istinto di sopravvivenza e noi non facciamo eccezione. Quello che ci differenzia è la difesa del gruppo e la continuità della specie. A volte gli animali sacrificano alcuni membri del branco per proteggere chi è più utile alla comunità. In genere si tratta dei più anziani o malati. Noi non siamo “bestie” e non possiamo accettarlo .. se si tralascia l’ “insignificante” caso della tutela degli interessi personali. Allora siamo pronti a sacrificare i nostri simili, basta siano “altri”. Spesso affrontiamo la vita col motto del carpe diem e ci facciamo guidare dai nostri egoismi. Tutti sono pronti a proteggere i propri affetti, ma senza guardare troppo oltre. Tornando alla quarantena, mi sono reso conto di come siano passati in secondo piano i cambiamenti improvvisi avvenuti nella vita degli individui più “deboli” : i bambini. Sono proprio loro coloro ai quali è stata maggiormente stravolta la vita. Non possono andare a scuola, non possono svolgere attività ludiche e sportive, non possono vedere i nonni né frequentare i propri coetanei. Insomma, non possono fare nulla e se esistono dei colpevoli per  questa emergenza, di certo non sono loro. Gli adulti, quanto meno, possono sempre inventarsi delle scuse. Conosco un tizio che ha corso una maratona (42 Km !!) continuando a girare attorno a casa o persone che vanno ogni giorno al supermercato solo per avere l’ora d’aria. D’altronde si sa, se non è espressamente vietato (..). Io per primo ho sottovalutato le esigenze di mia figlia ed è accaduto per un motivo preciso : lei, tempo zero, si è adattata benissimo alla nuova realtà. Non credo sia una mosca bianca, anzi. Parlando con amici e genitori dei suoi compagni, tutti mi hanno confermato questa impressione. Dopo la chiusura della scuola le abbiamo spiegato i motivi e i  comportamenti da seguire ed ha subito recepito il messaggio. Molto meglio di mio padre il quale, alla fine di ogni telefonata, continua a chiedermi quando andremo a cena da loro. Dovrebbe sapere meglio di chiunque altro che non mi chiamo Conte visto che il cognome appiccicatomi alla nascita è proprio il suo. Ad ogni modo a casa il tempo scorre in una tranquilla “normalità”. Bisogna fare un po’ di fatica con le lezioni inviate dalle maestre e c’è bisogno che i genitori aiutino ad organizzare la giornata, ma stiamo parlando di bambini mica di smart worker. Lo scorso sabato era l’ Earth hour , giornata in cui si chiede di spegnere le luci per un’ora come gesto di sensibilizzazione all’eccessivo consumo energetico. L’ho proposto a mia figlia cercando di non essere “pesante” ed ha accettato con entusiasmo. Così abbiamo passato la serata giocando a carte con la mamma a lume di candela. Ci siamo divertiti da matti, soprattutto nelle partite ad “UNO” in cui, alla luce fioca, confondevamo continuamente il verde con il blu. Le è piaciuta talmente tanto che abbiamo replicato la domenica, con la promessa di ripetere la serata almeno una volta a settimana. Allora i figli (per ora) ci ascoltano sul serio ?! Scherzi a parte, loro si fidano di ciò che gli diciamo e lo assorbono facilmente. È una bella soddisfazione e una grande responsabilità. A questo punto basterebbe “soltanto” che i genitori dessero loro gli input giusti .. (più facile a dirsi che a farsi). Ritengo sia improbabile, però sarebbe bello continuare ad avere quel tipo di apertura mentale anche da adulti. Parecchi anni fa, quando chiesi a mio nonno perché mettesse dei bastoni legati ai giovani alberelli in giardino, mi spiegò come fosse quello il momento buono per guidarli nella direzione giusta. Una volta cresciuti troppo storti da risultare fastidiosi o addirittura pericolosi, l’unica soluzione possibile sarebbe stata .. tagliarli.

Pubblicato da paol1

@paoloandreuccetti1973

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