Il 26 aprile era il 34° anniversario della più grande catastrofe nucleare della storia europea : quella di Chernobyl. La ormai ex cittadina ucraina è un luogo fantasma in cui gli edifici sono stati invasi dalla vegetazione spontanea. Vedendo le foto viene alla mente uno scenario post apocalittico, un set perfetto dove ambientare una puntata di The Walking Dead. Nella realtà da lì è passato qualcosa di peggio rispetto ad un’ orda famelica di morti viventi. Gli zombie saranno pure bruttini da vedere, però sono stupidi come galline (o come chi si inietta del disinfettante) e più lenti di me mentre “correvo” sull’ultima salita della Pistoia-Abetone (e accidenti se andavo piano su quei tornanti ..). Di solito i pericoli invisibili agli occhi sono anche i peggiori. Dalle radiazioni non si può fuggire a piedi, non ci si può nascondere e non gli si può frantumare il cranio con un bastone. Il vecchio impianto era stato sigillato nuovamente nel 2016 con acciaio per scongiurare la fuoriuscita di radiazioni, ma ad inizio aprile la minaccia è arrivata dall’esterno. A pochi chilometri dalla centrale sono scoppiati violenti incendi che (al momento) hanno coinvolto circa 40 mila ettari di foresta. È probabile (neanche a dirlo) che l’origine dei roghi sia di natura dolosa e non sarebbe una novità. Nella zona è presente un traffico illegale di legname che alimenta un giro d’affari di decine di milioni di dollari all’anno. Quando gli alberi sono danneggiati dal fuoco possono essere tagliati e rivenduti come legna o carbone. Stando a quanto sostiene il ministero della salute ucraino, non vi è stato alcun rischio da radiazioni dovuto agli incendi, ma si sa, anche nel 1986 fu detto come la situazione fosse sotto controllo. In questo non c’è stato un gran cambiamento tra URSS e Repubblica di Ucraina. Sembra incredibile, ma una delle ragioni del silenzio delle autorità, risiede nel fatto che la vicina cittadina di Pripyat (anch’essa ormai disabitata) sia diventata una meta turistica a seguito della miniserie TV sul disastro (leggi : Passato e futuro radioattivi). Da qui partono le visite guidate “in sicurezza” ai locali dove si sono svolti i fatti. Oltre alla drammatica perdita di biodiversità, la vegetazione, che ha assorbito le radiazioni, bruciando libera nell’aria e attraverso le ceneri le particelle radioattive. Il 6 aprile è stato registrato nella zona un livello di radioattività 16 volte superiore al normale. L’aria di Kiev (a 100 km di distanza) invasa dal fumo spostato dal vento, ha conquistato il triste primato di più inquinata del mondo, dando ai suoi abitanti un ulteriore motivo per starsene chiusi in casa, oltre al coronavirus. Uno studio in Francia dell’ IRSN (Istituto di Radioprotezione e Sicurezza Nucleare) ha ipotizzato lo spostamento della nube tossica in altre zone dell’ Europa occidentale, tra cui l’Italia. Per fortuna l’impatto sulla salute dalle nostre parti dovrebbe essere trascurabile, ma questo non cancella i fantasmi del passato, anche per le notizie frammentarie che arrivano dall’Ucraina. Il governo locale, infatti, aveva già dichiarato estinti gli incendi il 15 aprile in seguito a violente precipitazioni, ma i residenti continuano a postare testimonianze del contrario (leggi qui). È pazzesco come gli errori di poche persone possano nuocere a tanti e per così tanto tempo. Questa è la riprova di come l’uomo sia insignificante di fronte a certe forze e non sia in grado di controllarle a suo piacimento. Uno stereotipo classico dei fumetti è come i supereroi abbiano sviluppato i loro poteri. In genere le mutazioni avvengono dopo l’esposizione ad una qualche fonte di radiazioni. Consiglierei a chi si ostina a “sponsorizzare” futuri  investimenti nello sviluppo dell’energia nucleare (ignorando le fonti rinnovabili) , di passare una bella vacanza a Chernobyl. Non la toccata e fuga dei fan della serie omonima per soddisfare la propria macabra curiosità, ma un soggiorno più lungo. Oltre a toccare con mano e rinfrescarsi la memoria, magari i “villeggianti” potrebbero acquisire il superpotere più grande mai conosciuto dall’umanità : la saggezza.

Pubblicato da paol1

@paoloandreuccetti1973

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