L’acqua ricopre il 70% della superficie terrestre e la sua presenza è indispensabile per lo sviluppo della vita. Non è un caso che le sonde spaziali cerchino tracce del prezioso liquido per ipotizzare la presenza di forme di  vita su altri pianeti. Per noi la disponibilità di acqua è “dovuta”, basta girare il rubinetto di casa. Proprio per questo, spesso, sottovalutiamo la sua importanza. È “normale” vedere bottigliette lasciate a metà o svuotate per terra prima di essere gettate nei bidoni. Naturalmente è successo anche a me di non bere tutta la bevanda: ai concerti, alle corse o in giro, perché calda e meno buona in bocca. Il paradosso è che nessuno butterebbe mai mezzo litro di benzina .. quello sarebbe uno spreco. L’Italia è tra i Paesi più ricchi di acqua dolce in Europa, tuttavia negli ultimi anni il regime pluviometrico ha registrato una diminuzione costante. Significa che piove meno e nei primi 5 mesi del 2020 il deficit delle precipitazioni, rispetto alle medie stagionali, è stato intorno al 30%. Secondo gli esperti la causa principale è da ricercarsi in quei cambiamenti climatici che per molti “non esistono”, ma i cui effetti si vedono. Eccome ! Non serve essere degli scienziati per rendersi conto dell’aumento di siccità. Da bambino quando passavo sopra il “ponte S.Pietro” sul fiume Serchio, fantasticavo di potermi tuffare da lì come avevo visto fare in TV da alcuni temerari in altre città. Adesso, più di un impavido, servirebbe un suicida o “Willy il Coyote”, l’unico in grado di creare un cratere a sua immagine senza pagarne le conseguenze. Infatti, per gran parte dell’anno, sotto a quel punto affiora un’enorme isola di terra e ghiaia in mezzo al letto del fiume. È evidente che il livello dell’acqua si è abbassato notevolmente e non per un caso. Il fenomeno riguarda tutto il nostro Pianeta. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista “Science“, nel sud-ovest degli USA  è in atto una siccità tra le peggiori degli ultimi 12000 anni (leggi qui) . Le conclusioni della ricerca sono le medesime: la principale causa del problema è da attribuire al riscaldamento globale, al quale si devono aggiungere la crescita demografica e lo sfruttamento idrico eccessivo. Il fiume Colorado, che rifornisce le esigenze di 9 stati (7 americani e 2 messicani) e  indispensabile per la sopravvivenza della fauna selvatica, ha subito un forte impoverimento. È a rischio un quarto del suo flusso naturale entro il 2050 con l’aumento delle temperature previsto. Il fiume sfocia nei laghi Powell e Mead, due tra le maggiori riserve idriche del Paese, ed  entrambi sono a rischio a causa della siccità. In particolare, proprio quest’ultimo è la principale fonte di approvvigionamento della città più famosa al mondo per gli eccessi : Las Vegas. Nata agli inizi del ‘900 nel deserto del Mojave (Nevada) sopra a pozzi sotterranei che mantenevano in vita alcune oasi verdi, questi si sono prosciugati nel giro di pochi decenni  in conseguenza dell’  aumento di popolazione e della crescente “fame” di acqua. Attualmente la città conta circa 650 mila abitanti, ai quali vanno aggiunti gli oltre 40 milioni di turisti all’anno. Las Vegas, oltre ad essere considerata la capitale del vizio, è un simbolo di ostentazione a “stelle e strisce”. Dal consumo di energia elettrica, con le sue migliaia di luci sempre accese, a quello di acqua dovuto, tra le varie, al mantenimento forzato del verde artificiale e di piscine gigantesche con fontane che superano i 15 metri di altezza. Il tutto in mezzo al deserto, con temperature “bollenti”. Uno degli hotel di lusso più famosi in città è “The Venetian”, il quale riproduce in “piccolo” il capoluogo veneto con tanto di canali e gondole. Recentemente ho letto un articolo dove si spiegava come l’amministrazione cittadina si stia adoperando per un risparmio delle risorse con l’uso di neon a LED, l’installazione di pannelli solari e il riciclo dell’acqua per l’irrigazione. C’erano descritte anche alcune misure adottate dagli alberghi con il fine di limitare il consumo idrico. Una di queste è la riduzione della capienza degli sciacquoni nei bagni. Iniziative apprezzabili, però servirebbe un’epidemia di stitichezza perenne che colpisca ogni frequentatore della città per continuare a mantenere le “follie” descritte senza avere delle conseguenze. È dura riparare le falle di una diga con della gomma da masticare. L’acqua è la nostra risorsa insostituibile e non ci possiamo permettere di sprecarla. Se numerose guerre nel XX secolo sono state combattute per il controllo del petrolio, altrettante nel XXI avranno come oggetto del contendere proprio l’acqua. Senza un suo utilizzo sensato e sostenibile .. il futuro pacifico dell’umanità sarà sempre più a rischio.

Quando avrete prosciugato l’ultimo dei fiumi, tagliato l’ultimo degli alberi, ucciso l’ultimo dei bisonti e pescato l’ultimo dei pesci, solo allora … capirete che non si possono mangiare i SOLDI.

Frase attribuita a Nuvola Rossa,        capo indiano dei Sioux

Pubblicato da paol1

@paoloandreuccetti1973

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3 commenti

  1. Quanto hai ragione! Ma una buona parte della gente dice che “i soldi vanno spesi” e che “bisogna godersi la vita come se fosse l’ultimo giorno” quindi non pensano al futuro ma solo al presente, sprecano acqua, energia elettrica ecc.. senza badare alle cause dei cambiamenti climatici. Ho fatto un salto nel tuo blog ed ho notato il tuo impegno nel sensibilizzare la gente a vivere in modo più sostenibile. Menomale che esistono persone come te 🙂

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