È già passato un anno da quando, durante le vacanze estive, mi sono ritrovato in un appartamento con un virus influenzale (uno “normale”) e la febbre a 39°. Proprio lì da solo, con la famiglia in spiaggia, ho iniziato a scrivere alcuni appunti sul quaderno di mia figlia che, una volta tornato a casa, sono poi diventati i primi articoli di questo blog. A distanza di 12 mesi, scorrendo la lista di ciò che ho pubblicato, salta subito all’occhio la sproporzione tra gli eventi negativi e le cose positive. Se è vero che “fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce” (celebre aforisma di Lao Tzu), qui il problema sta nel fatto che di alberi ce ne sono sempre meno. È stato un anno di incendi, a decine ! Incendi dolosi, “spontanei”, giganteschi, da nord a sud del mondo. Sono andati letteralmente in fumo migliaia di ettari di boschi e ogni anno il bilancio è peggiore del precedente. In un epoca dove il nostro più grande spauracchio è l’anidride carbonica, perdere gli unici esseri viventi in grado di invertire la rotta intrapresa non può rappresentare una buona notizia. A questi vanno aggiunte le opere di disboscamento in atto in ogni parte del pianeta per reperire terreni da coltivare o sfruttare in vari modi. Inoltre, tra le sciagure ecologiche, si possono citare : le centinaia di specie estinte e le molte altre diventate a rischio; le ulteriori migliaia di tonnellate di plastica riversate nei mari e nell’ambiente terrestre; la cocciutaggine con cui si è continuata a percorrere la strada dei combustibili fossili nonostante tutte le conseguenze, oramai ben conosciute, sul clima; … e così via. Niente di nuovo, a parte la “ciliegina sulla torta” della pandemia; forse l’unico evento che ci ha spaventati sul serio (almeno fino allo scorso mese). La mia è solo una visione piccola e parziale di ciò che avviene nel mondo, ma non si può certo definire un’annata positiva per il futuro della nostra “casa”. In fin dei conti non avevo grandi aspettative, tuttavia non significa che l’attuale situazione non mi faccia star male. La parte peggiore è il diffondersi di quei sentimenti di odio che la nostra storia avrebbe dovuto cancellare per sempre. Con simili crisi da affrontare, l’umanità dovrebbe essere unita più che mai. Invece, là dove servirebbero solidarietà e cooperazione, si pensa a costruire barriere, fisiche e non. Ormai le aree “sacrificabili” del pianeta sono sempre più numerose e … vicine. Sono stanco di dover sentire le solite campagne elettorali permanenti con chi la spara più grossa o chi trova il colpevole di turno. Vorrei ci fosse (finalmente) una programmazione pluriennale. Tra poco ci sarà un altro Earth Overshoot Day, il giorno simbolico in cui gli esseri umani consumano interamente le risorse prodotte dal pianeta nell’intero anno. Nel 2019 lo “EOD” è caduto il 29 luglio e in questo anno, come da (triste) tradizione, sarà ancora prima testimoniando la mancanza di volontà politica di tradurre in provvedimenti gli appelli della scienza. Nonostante ciò, ho sempre cercato uno spiraglio di speranza. Credo sia un “dovere” farlo, altrimenti tutto perde di significato. Non sono certo un influencer, ma (come scrissi nel primo articolo) i numeri non sono la mia principale preoccupazione e almeno per un altro anno continuerò a scrivere sul blog. Posso soltanto ringraziare coloro i quali hanno speso 5 minuti del loro tempo per “ascoltarmi” ed in particolar modo quelli che lo fanno regolarmente.

Grazie !

Pubblicato da paol1

@paoloandreuccetti1973

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8 commenti

  1. Non sarà che sei stato contagiato dal coronavirus in anticipo su tutti? 🙂
    Sono d’accordo con te su tutto quello che hai scritto. Fra parentesi, il mio secondogenito, che sta preparando la tesi di dottorato in geologia a Padova, tre mesi fa ha pubblicato su “Nature Communications” un primo resoconto dei suoi studi, dove spiega come è riuscito a appurare che la quantità di CO2 presente oggi nell’atmosfera è analoga a quella del Triassico superiore, quando ebbe luogo una delle estinzioni di massa che hanno segnato la storia del nostro pianeta… Tutto induce a pensare che stiamo correndo a tutta velocità verso la fine.

    Piace a 1 persona

    1. Si, è vero . Se non ci fossero emergenze ambientali , non avrei mai pensato al blog. Nel mio gruppo whatsapp di podismo mi divertivo a scrivere articoli (auto)ironici sulle corse … magari potrei aprire un blog “podisti per caso” 😁. Grazie per il tuo supporto.

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