Digitando su Google la voce “ecoballe”, tra i vari suggerimenti ho trovato un sito dove la parola cercata è il titolo di una sezione nel menu. Qui con il termine “ecoballe” si intendono  le (presunte) bugie dette in ambito ecologico. È un sito in cui si criticano pesantemente gli ambientalisti e si prendono in giro (in modo anche spiritoso) coloro che li ascoltano (leggi qui). Devo dire che le tesi espresse sono argomentate molto bene, soprattutto in merito ai vantaggi sull’ uso di centrali nucleari. L’ autore, un fisico nucleare (credo), parla con cognizione di causa e di certo non posso io smentire le sue conclusioni. Penso sia giusto leggere opinioni diverse su uno stesso argomento e cercare di avere la visione più ampia possibile. In verità non ho cambiato la mia idea sul nucleare, però mi ha fatto riflettere su un altro aspetto. Ormai è molto facile rendere pubbliche le proprie opinioni (come sto facendo io) e in rete si può trovare tutto e il contrario di tutto. Non esiste più la VERITÀ, ma ne esistono milioni e tutte diventano opinabili. Ad esempio è scomparso il “buon governo” semplicemente perché non può esistere un governare che accontenti tutti. Chi non ha ricevuto nessun vantaggio potrà far sentire la propria voce e ci sarà qualcun altro pronto a farsi carico delle proteste in cambio di voti. Allo stesso tempo non esiste nemmeno l’opposto (il cattivo governo) perché qualsiasi dato, statistica o sondaggio potrà sempre essere letto in molteplici modi, evidenziando gli aspetti positivi o meno a seconda degli interessi in gioco. Tutto ciò crea molta confusione ed è complicato prendere una posizione. La cosa strana è che la mia ricerca era partita per cercare un qualcosa di molto concreto. Le ecoballe “vere”, nonostante il prefissoide “eco”, non hanno niente di ecologico e sono assolutamente reali. Si tratta di sacchi contenenti della spazzatura triturata e se non smaltite correttamente, possono rappresentare un grande pericolo per l’ambiente. Lo sanno bene a Follonica dove 56 di questi enormi sacchi (del peso di oltre una tonnellata ciascuno) sono stati dispersi nel golfo da oltre 5 anni. Il 23 luglio del 2015 una nave cargo, battente bandiera delle Isole Cook, è partita dal porto di Piombino con un carico di rifiuti diretto ad un inceneritore in Bulgaria. Poco dopo l’uscita dal porto, le 56 ecoballe sono cadute in mare senza che nessuno lo abbia segnalato alle autorità competenti. L’allarme è stato lanciato soltanto quando il carico ha raggiunto la destinazione finale e i responsabili dell’inceneritore si sono accorti della mancanza di merce. Da allora una serie di cavilli burocratici, con i consueti rimbalzi di responsabilità, hanno fatto sì che quella che oggi viene definita “una bomba ecologica pronta ad esplodere” sia rimasta indisturbata per anni a 50 metri di profondità in uno dei tratti di mare più belli della Toscana. La zona che da Follonica arriva all’ Isola d’Elba è situata nel bel mezzo del cosiddetto santuario dei cetacei. Qui, infatti, non è raro vedere emergere dalle acque delfini, balene e anche orche. Oltre alla burocrazia, le operazioni di recupero sono state bloccate dagli alti costi dell’ impresa. Il peggio è che la nave (Ivy) era assicurata con una fideiussione di 2 milioni di euro a garanzia degli eventuali danni causati dal carico, ma nessuno l’ha mai attivata e adesso è scaduta. Alcune balle sono emerse e si sono spiaggiate, altre sono state agganciate per caso dai pescherecci locali, ma nella maggior parte dei casi, quando capita, i pescatori (per evitare lungaggini amministrative non rimborsate) preferiscono ributtarle giù nel mare. A luglio, in un’area di 20 kmq, se ne contavano ancora 40 quando (finalmente !) il Governo ha votato lo stato di emergenza per salvare l’ecosistema marino. I sacchi cominciano a presentare segni di usura con fuoriuscite di microplastiche nocive per tutta la fauna ittica. Questa è una vittoria da attribuirsi alla caparbietà della Giunta di Piombino, di Legambiente, delle altre associazioni ambientaliste, ma non solo. La nostra è ormai una società fondata sui media e spesso sono più temute le trasmissioni televisive (che stimolano i giudizi popolari) rispetto ai tribunali. Sarà un caso, ma il 9 giugno a “Le Iene” è stato trasmesso in TV il servizio sulle ecoballe di Follonica (guarda il video) e a distanza di due mesi la situazione si è sbloccata. Dal 5 agosto è cominciata l’opera di rimozione (attualmente ne sono state ripescate 6) che dovrebbe concludersi nel giro di pochi mesi. Questa è una bella notizia per TUTTI … o forse no. Cercando bene sul Web non mi sorprenderei se trovassi qualcuno che sostiene il contrario. Magari c’è anche chi ritiene che spargere plastica in mare è un buon modo per nutrire i pesci (??).

Il concetto stesso di verità oggettiva sta scomparendo dal nostro mondo. Le bugie passeranno alla storia”         George Orwell

Pubblicato da paol1

@paoloandreuccetti1973

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