Nel mondo immaginato da Philip K. Dick nel “l’uomo nell’alto castello”, la seconda guerra mondiale è stata vinta dalle forze dell’ Asse ed i nazisti hanno prosciugato il Mediterraneo per ricavarne terreni coltivabili. Naturalmente la Storia è andata in modo diverso, ma l’idea di strappare terre al mar Mediterraneo non è inventata. Il progetto Atlantropa fu pianificato dall’architetto tedesco Herman Sörgel nel 1927 proprio a questo scopo. La sua idea centrale era di costruire una gigantesca diga sullo stretto di Gibilterra (oltre a numerose altre dighe fluviali per impedire l’afflusso di acqua) in modo da ottenere un abbassamento del mare di 100/200 metri. Questo processo, della durata di 150 anni, avrebbe portato alla quasi sparizione dell’ Adriatico e all’ allungamento delle coste fino ad unire l’ Europa all’ Africa. Sörgel era un pacifista che, sconvolto dalle conseguenze della prima guerra mondiale, vedeva nel suo progetto la soluzione al pericolo di conflitti futuri e la fine della povertà. Simili opere avrebbero richiesto una forza lavoro senza precedenti e una diga come quella a Gibilterra sarebbe stata in grado di generare immense quantità di energia elettrica. Insieme a tutte le altre, il fabbisogno energetico di Europa ed Africa, unite in un solo grande continente (Atlantropa, appunto), sarebbe stato ampiamente soddisfatto. Era l’ idea di un visionario, ma negli ambienti intellettuali europei ebbe una grande risonanza. Fu proprio il Nazismo (a differenza del romanzo di Dick) a bloccare il sogno di Sörgel. La nuova Germania non aveva interesse a favorire la collaborazione tra gli Stati ed i suoi piani erano tutt’altro che pacifici. Anche se mosso da nobili ideali, il progetto non teneva conto delle conseguenze ambientali. Le terre emerse non sarebbero state fertili, ma deserti salini come è accaduto al lago di Aral, ormai completamente prosciugato a seguito dello sfruttamento intensivo dei suoi affluenti. Inoltre, l’abbassamento del livello, secondo gli esperti, avrebbe aumentato la salinità delle acque uccidendo ogni forma di vita marina (come nel mar Morto). Insomma, poteva diventare la più grande distruzione di un ecosistema nella storia umana. È una fortuna che questo non sia avvenuto, però l’ aspirazione dell’ Uomo di sostituirsi a Dio (o alla Natura) non è morta. È presente e si rafforza con il passare degli anni. Alla fine della seconda guerra mondiale il progetto Atlantropa è definitivamente naufragato per motivi finanziari e non per spirito ecologista.

Nel 2012 l’ imprenditore americano Russ George, considerato un “cavallo pazzo” della geoingegneria, ha fatto scaricare nel Pacifico circa 100 tonnellate di limatura di ferro con l’ obiettivo di “fertilizzare” l’oceano e creare una fioritura di alghe per sequestrare anidride carbonica. Tutto ciò è valido solo in teoria e non si conoscono i danni e le mutazioni negli ecosistemi derivanti dall’ utilizzo di una simile tecnica su larga scala. Secondo molti scienziati alcuni effetti possibili potrebbero essere la riduzione dell’ ossigeno nelle acque o l’ aumento della loro acidificazione (leggi qui). Anche il fondatore di Microsoft, Bill Gates, ha stanziato milioni di dollari nelle ricerche geoingegneristiche. Uno degli esperimenti più ambiziosi (e più controversi) da lui finanziati, è quello dell’Università di Harvard (lo SCoPEx) che consiste nel rilascio di aerosol riflettenti nell’ atmosfera per far rimbalzare una parte delle radiazioni solari destinate sulla Terra (leggi qui). Una sorta di sbiancamento artificiale (e perenne) del cielo … un disastro per i meteoropatici come me !! A parte l’effetto estetico, il rischio sarebbe quello di indurre ulteriori fenomeni atmosferici estremi in alcune regioni e siccità in altre, oltre alle numerose conseguenze imprevedibili su flora e fauna. Sono sempre un po’ scettico su questi filantropi “illuminati” (e multimiliardari). Senza scomodare i Vangeli, vedo molto complicata la convivenza tra il bene dell’ umanità e l’incremento degli affari. La fiducia cieca nella tecnologia e in queste soluzioni miracolose, che spostano l’attenzione da auspicabili politiche sostenibili, è preoccupante. In fondo, non sarebbe più semplice cambiare alcuni nostri comportamenti dannosi, come l’ uso dei combustibili fossili, piuttosto che “giocare” con i cicli naturali del pianeta ?

Atlantropa . Una follia d’altri tempi

Pubblicato da paol1

@paoloandreuccetti1973

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