Greta, i gretini e una nuova speranza (seconda parte)

I leader politici che hanno ricevuto Greta (Thunberg) sono stati molto criticati, ma lo è stato soprattutto Papa Francesco. In questo caso faccio fatica a capirne i motivi. Il pontefice, dal primo giorno del suo insediamento, si è dichiarato sensibile alla causa ambientale . La sua enciclica del 2015 “Laudato si’ ” ( titolo in omaggio a S.Francesco ed il suo “Cantico delle creature“) parla esplicitamente di rispetto per l’ambiente ed auspica un cambiamento del nostro stile di vita. In più ha sempre sostenuto i giovani. Quindi : 2 + 2 .. . E chi ha storto il naso dicendo che “avrebbe fatto meglio ad ospitare i poveri” vorrei fosse più preciso. Il “capo mondiale dei poveri” o tutti quanti ? Secondo l’ultimo rapporto della FAO ci sono 820 milioni di persone nel mondo che soffrono la fame (leggi qui). Mi sembrano abbastanza indigenti , ma forse starebbero un po’ strettini in Vaticano. Chi sostiene queste opinioni non si rende conto che proteggere l’ambiente è difendere i più deboli . Invece, sono pienamente d’accordo con chi sostiene che Greta non sia una Santa . Certo che non lo è ! E perché dovrebbe esserlo ? Se i Santi fossero gli unici ad avere il diritto di essere ascoltati, allora ci sarebbero parecchie scene mute . E poi la storia insegna che non è una garanzia. Oltre ai numerosi martiri , sarà mai vissuto sulla Terra qualcuno più giusto di Gesù Cristo ? Eppure non mi risulta abbia avuto un grande ascolto in vita. Greta è una persona ed in quanto tale soggetta ad errori come tutti (siamo sempre indulgenti con noi stessi , ma pretendiamo da chi si espone che sia integerrimo). In più è una teen-ager e potrebbe avere dei “colpi di testa”. Ad esempio, se si innamorasse e decidesse di mollare tutto, cosa accadrebbe ? Sarebbe tutto cancellato ? Sono convinto di no . Ormai non guardo più i confronti elettorali in TV perché si sono ridotti ad una sorta di duello verbale tra 2 persone in cui prevale il più “forte”. Siamo abituati a mitizzare i singoli per il loro aspetto, carisma o potere, spesso mettendo in secondo piano le loro idee. Sono le idee che contano, non importa chi le sostiene. E tutti dovremmo appropriarci di quelle che riteniamo giuste e cercare di diffonderle. Ormai Greta non è più sola con un cartello. Ci sono migliaia di ragazzi (e non) che condividono la sua visione. Questa è una grande risposta per tutte le persone convinte che i giovani d’oggi (i millennials) siano solo bamboccioni buoni a giocare col cellulare. Gli adulti devono credere in questi ragazzi e nei propri figli. Ma soprattutto devono aiutarli . I gretini (che spesso vengono presi in giro per la facile rima) sono tutt’altro che stupidi ed hanno alzato la voce per farsi sentire. Non c’è un’età in cui si diventa persone. Lo si è da appena nati e loro hanno gli stessi diritti degli adulti di manifestare per il futuro (probabilmente ne hanno di più). Lo dico con un po’ di vergogna perché alle superiori non ero proprio un’attivista , ma vorrei poter tornare indietro con gli anni (oltre agli ovvi motivi) per essere un gretino .

Greta, i gretini e una nuova speranza (prima parte)

Detta così sembra il titolo di un film, invece si tratta di un “fenomeno” reale. Parlo di Greta Thunberg e dei ragazzi che la seguono. Greta è una ragazzina svedese che ha riscosso l’attenzione dei Media con un’iniziativa tanto semplice quanto efficace. Nel 2018 ha iniziato a scioperare da scuola ogni venerdì per stare seduta davanti al Parlamento del proprio paese, con in mano un cartello su cui era scritto “sciopero per il Clima”. In principio è stata un’iniziativa isolata, ma poi, grazie ad Internet, in poche settimane le sue immagini sono diventate “virali” tra i ragazzi di tutto il mondo ed hanno portato ad iniziative di protesta diffuse. Il movimento che ne è derivato ha assunto il nome di #Fridays for Future . Ovviamente questo repentino ed inaspettato successo di Greta ha generato le più disparate opinioni : chi vorrebbe santificarla, chi strumentalizzarla o chi denigrarla. Io non sono un maestro della suspense e quindi dico subito che a me , semplicemente, Greta piace. Ho provato a leggere varie ipotesi in proposito e ho trovato molta acredine sul suo conto. Questo mi ha fatto pensare che , in ogni caso, anche una sedicenne può far paura . Preferisco non citare Feltri che comunque ringrazio, perché mi fa sognare di poter diventare il direttore di una testata. Ma anche dai giornalisti si può leggere di tutto. C’è chi l’ha definita “un esperimento di ingegneria sociale” ed ipotizza sia manovrata dagli interessi della green economy che muovono miliardi di dollari (leggi qui). C’è chi vede con sospetto il legame tra la madre ed il WWF. Chi pensa che questa pubblicità (gratuita) sia servita per incrementare le vendite del libro “La nostra casa è in fiamme” . Io ho letto il libro e lo consiglio a tutti . Ha una semplicità disarmante nel parlare dei grandi temi del cambiamento climatico ed arriva dritto al punto. In realtà è scritto per la gran parte dalla madre di Greta e alterna le problematiche globali a quelle familiari in cui tutti si possono riconoscere. È possibile che sia stato creato tutto ad arte per vendere libri ?La madre di Greta (Malena Ernman) in patria è una famosa cantante d’opera (parliamo di una famiglia benestante) e non credo sarebbe saggio rischiare la reputazione per qualche diritto d’autore (che peraltro hanno dichiarato di devolvere in beneficenza). Inoltre, dei genitori infilerebbero in un simile tritacarne mediatico le propria figlie adolescenti e con disturbi di autismo (a Greta è stata diagnosticata la sindrome di Asperger, a Beata, la sorella, l’ADHD) ? Il mondo è pieno di persone senza scrupoli, ma da padre spero di no. Sulle teorie delle “onnipotenti” Onlus e dei “poteri forti” che vorrebbero sovvertire l’ordine economico mondiale e spostare fondi nell’industria del clima , mi chiedo : sul serio esistono poteri più forti dei colossi petroliferi che da decenni finanziano delle vere e proprie campagne di disinformazione utilizzando ossimori come “benzina verde” o “carbone pulito” (..) ? Beh, se anche così fosse, personalmente preferirei far arricchire chi inquina un po’ meno rispetto al contrario (ma questa è una provocazione).

Mammiferi o virus ?

“Desidero condividere con te una geniale intuizione che ho avuto durante la mia missione. Mi è capitato mentre cercavo di classificare la vostra specie. Improvvisamente ho capito che voi non siete dei veri mammiferi : tutti i mammiferi di questo Pianeta d’istinto sviluppano un naturale equilibrio con l’ambiente circostante, cosa che voi umani non fate. Vi insediate in una zona e vi moltiplicate , finché ogni risorsa naturale non si esaurisce . E l’unico modo in cui sapete sopravvivere è quello di spostarvi in un’altra zona ricca. C’è un altro organismo che adotta lo stesso comportamento, e sai qual’è ? Il virus . Gli esseri umani sono un’infezione estesa, un cancro per questo pianeta : siete una piaga. E noi siamo la cura. ” Questa non è mia, ma è tratta dal film Matrix del 1999. Ci troviamo in un ipotetico futuro post apocalittico dove gli esseri umani hanno dato prova del loro istinto autodistruttivo. Infatti, sono stati ridotti a schiavi dalle I.A (Intelligenze Artificiali) nella realtà virtuale denominata Matrix, appunto, e usati come semplice carburante (che ironia !). Il pezzo citato è parte del monologo dell’agente Smith (un programma di sicurezza) rivolto a Morpheus (capo della resistenza umana). La pellicola, che resta una delle mie preferite del genere è, a distanza di 20 anni, più che mai attuale. In particolare, però, all’epoca rimasi colpito da queste parole, nonostante non avessi ancora sviluppato le convinzioni attuali. Ricordo che mi restò impressa la crudezza del concetto, ma anche la sua logica. Pensai a come si potesse controbattere, ma il dubbio persistette. Dopo due decenni e la (presunta) maturità, direi che quel dubbio si è trasformato in una quasi certezza. Sono arrivato a pensare che gli esseri umani (di cui faccio parte) “non mi piacciono” o che “meritiamo l’estinzione“. Dico “quasi” perché poi vedo mia figlia mentre gioca o mi fa domande per soddisfare la sua curiosità, penso alle tante persone a cui voglio bene ed in cui credo ciecamente. Allora mi rendo conto che ho perso la fiducia nell’umanità e nella strada che ha intrapreso, ma non nelle singole persone. Ed è da queste che potrebbero partire nuovi stimoli. Una serie di comportamenti virtuosi messi in atto da poche persone, potrebbero far si che altri li seguano allargandosi a macchia d’olio. E da qui sviluppare una nuova coscienza sociale sensibile alla salvaguardia dell’ambiente. Questa dovrebbe (anzi, dovrà) essere quello di cui abbiamo bisogno : la cura.

A volte negare (non) si può

Pluralismo e libertà d’espressione sono principi indiscutibili in democrazia. Una categoria , però, che mi fa incazzare, è quella dei negazionisti. Questi, a mio parere, si limitano a ridicolizzare le idee altrui stravolgendo dei fatti, senza esprimere realmente le proprie. Ad esempio, i negazionisti dell’ Olocausto sostengono che tutto quanto ci è stato insegnato in proposito sia stato volutamente ingigantito a fini propagandistici. Mi sono sempre chiesto come si possa negare un comprovato avvenimento storico (relativamente recente) sul quale esistono migliaia di testimonianze con libri, foto, e filmati a documentarlo. In un classico dibattito televisivo, sentii un tizio (appartenente a qualche gruppo di estrema destra) perorare queste tesi con calcoli matematici sul numero di prigionieri nei Lager ed il tempo necessario ad areare le camere a gas (!!) . Avrebbe fatto più bella figura (si fa per dire) a dichiarare che Hitler “ha fatto bene” e magari suggerire agli attuali governi di seguire il suo esempio ed applicarlo agli indesiderati della nostra società (opinione che traspariva chiaramente) . Ma ovviamente non poteva dirlo . Oltre alla disapprovazione dell’opinione pubblica , avrebbe dovuto affrontare le conseguenze legali. La stessa cosa accade per i negazionisti dei cambiamenti climatici . Si può negare che Ronaldo sia il miglior calciatore del mondo, se preferiamo Messi, o che il gelato alla cioccolata sia migliore di quello alla crema. Ma come si possono negare dei dati oggettivi ? Come si può non ammettere che la temperatura globale stia aumentando, che i ghiacciai si sciolgano, che l’anidride carbonica presente nell’atmosfera e nei mari sia in crescita e che ogni giorno scompaiano centinaia di specie ? E, infine, come si può contestare che tutto questo sia di origine antropica (cioè dovuto alle attività umane) ? Il report dell’ IPCC ( Intergovernmental Panel on Climate Change) del 2018, cioè l’organo leader mondiale per la valutazione della scienza relativa ai cambiamenti climatici, parla chiaro sui rischi e le misure da mettere in pratica (http://www.ipcc.ch/report/sr15/). Questi sono dati facilmente reperibili e sui quali concorda la stragrande maggioranza della comunità scientifica internazionale (anche se qualcuno che ci dice “va tutto bene” lo si può trovare pure lì). A quei buontemponi , siano giornalisti, politici o dirigenti di multinazionali, che riprendono fiato ogni volta che in qualche zona del mondo arriva un po’ di freddo o il simpatico D.Trump, il quale a gennaio con un tweet ha preso in giro chi denunciava il cambiamento climatico commentando l’ondata di gelo negli Stati del Midwest , consiglierei di documentarsi meglio sulla differenza tra meteo e clima. Mi sembra ovvio, però, che queste posizioni non siano solo il frutto di ignoranza, ma di egoismi ed interessi personali. Quindi, sarò poco democratico, ma per queste “opinioni” non ho alcun rispetto.

Perché parlare di ambiente ?

Partiamo da un presupposto : l’ambiente non può essere un qualsiasi argomento politico per il quale si schierano i favorevoli ed i contrari. È di tutti . Stiamo vivendo la peggior crisi climatica dell’era moderna e la principale causa è il nostro stile di vita . Fino a un secolo fa nessuno avrebbe potuto prevedere una simile situazione, perché non era immaginabile che il bisogno di energia sarebbe aumentato in modo esponenziale e che avremmo fatto un overdose di combustibili fossili. Sarebbe stato come parlare di fantascienza. Ma oggi i dati ci sono, si conoscono le cause del problema e le soluzioni per scongiurarlo. Secondo uno studio dell’ONU ci restano circa 12 anni prima che l’aumento della temperatura globale porti a cambiamenti climatici irreversibili con drammatiche conseguenze per la vita sulla Terra (quindi anche la nostra) . Per evitare questo scenario, l’accordo di Parigi del 2015 ha stabilito che dovremmo ridurre le emissioni di CO2 progressivamente entro il 2020 (praticamente domani !) fino ad arrivare a 0 nel 2050 . Il tutto per contenere l’aumento delle temperature entro i 2° C (meglio se 1,5) rispetto all’epoca preindustriale. Queste notizie dovrebbero essere sufficienti per allarmare chiunque, dai governi all’ultimo dei cittadini. Invece, nulla. Ascoltando gli organi di informazione, del clima si parla (qualche volta) dopo le notizie finanziarie, la cronaca nera o gli scandali politici . Un po’ di più quando ci sono giornate particolarmente calde o nei casi di fenomeni atmosferici violenti . Allora si racconta dei danni o delle vittime, poi la spinta si esaurisce in pochi giorni. Ho visto persone “comuni” avere crisi isteriche per l’aumento dello spread , ma sull’inquinamento la preoccupazione non sembra così elevata. D’altronde, “se non se ne parla troppo , vuol dire che non esistono grandi pericoli”. Ma certo ! Così come le aziende alimentari ci parlano dei rischi sulla salute degli additivi che ingeriamo tutti i giorni o i produttori di telefonia ci spiegano gli effetti delle onde a radiofrequenza sul nostro cervello. Mi viene il dubbio che sugli argomenti riguardanti la “macchina dei soldi” si preferisca soprassedere o al limite edulcorare la realtà. È per questo che dovremmo cercare nuove forme di informazione. Anche chi pensa che prima o poi verranno inventate macchine miracolose come mega-aspirapolvere per ripulire l’aria e i mari, o che viaggeremo su auto ed aerei alimentati a succo di limone… beh, questa per molto tempo resterà fantascienza. Difficilmente la causa di un problema può esserne anche la soluzione. Ci troviamo nell’attuale contesto perché siamo andati troppo avanti ed avanzare ulteriormente non risolverà nulla. Probabilmente, dobbiamo fare un passo indietro.

Perché scrivere un Blog ?

Parlando con un amico a cui ho chiesto qualche consiglio su come iniziare questa esperienza, viste le mie scarse attitudini informatiche, tra il serio ed il faceto mi sono “giustificato” spiegandogli che probabilmente sono giunto alla crisi di mezza età. In realtà sulla crisi ci sono pochi dubbi, ma non credo che l’età c’entri più di tanto. Ci sono pensieri e paure che mi rimbalzano in testa di continuo e vorrei cercare di tirarli fuori facendo una cosa che mi è sempre piaciuta : scrivere. Di certo non sono Shakespeare, ma nella scrittura mi sento a mio agio. Al contrario, sono un pessimo oratore e a volte mi sono trovato ad immaginare me stesso come il classico annunciatore della fine del mondo che si vede nei film, con 2 cartelli appesi sulle spalle, mentre grida e suona un campanaccio (rappresentato nell’immagine dal mitico Homer de “I Simpson”). Di solito si trova in una metropoli americana e gli passano accanto migliaia di persone che nemmeno si accorgono di lui perché troppo presi dalla frenesia della loro quotidianità. Ma chi è più pazzo ? Chi grida il pericolo o chi non lo ascolta nemmeno ? In effetti, non ho intenzione di scrivere nulla di divertente in questo spazio (anche se a volte lo faccio), ma vorrei parlare di temi a me molto cari : ambiente e futuro. Come dicevo, mi capita di vedere degli sguardi un po’ perplessi da parte dei miei interlocutori e anche qualche sorrisetto canzonatorio. Pazienza, io credo nelle mie idee e sono convinto sia giusto portarle avanti. Pur essendo “anti-social (nel senso che non ho profili Facebook, Twitter o Instagram), ho pensato di poter utilizzare un mezzo più adatto, come un Blog, per raggiungere il mio scopo. Non mi importa se non lo seguirà nessuno o , se qualcuno lo farà, di prendermi quei sorrisetti attraverso i loro “black mirror”. L’importante (se ho pubblicato queste righe) è aver dato seguito ad un mio proposito e averlo messo in pratica ignorando i mille dubbi che da sempre mi seguono. Se poi aiuterò qualcuno a riflettere sugli argomenti che ho intenzione di proporre (o qualcuno aiuterà me con altri punti di vista) , allora ne sarà valsa la pena.