Perché parlare di ambiente ?

Partiamo da un presupposto : l’ambiente non può essere un qualsiasi argomento politico per il quale si schierano i favorevoli ed i contrari. È di tutti . Stiamo vivendo la peggior crisi climatica dell’era moderna e la principale causa è il nostro stile di vita . Fino a un secolo fa nessuno avrebbe potuto prevedere una simile situazione, perché non era immaginabile che il bisogno di energia sarebbe aumentato in modo esponenziale e che avremmo fatto un overdose di combustibili fossili. Sarebbe stato come parlare di fantascienza. Ma oggi i dati ci sono, si conoscono le cause del problema e le soluzioni per scongiurarlo. Secondo uno studio dell’ONU ci restano circa 12 anni prima che l’aumento della temperatura globale porti a cambiamenti climatici irreversibili con drammatiche conseguenze per la vita sulla Terra (quindi anche la nostra) . Per evitare questo scenario, l’accordo di Parigi del 2015 ha stabilito che dovremmo ridurre le emissioni di CO2 progressivamente entro il 2020 (praticamente domani !) fino ad arrivare a 0 nel 2050 . Il tutto per contenere l’aumento delle temperature entro i 2° C (meglio se 1,5) rispetto all’epoca preindustriale. Queste notizie dovrebbero essere sufficienti per allarmare chiunque, dai governi all’ultimo dei cittadini. Invece, nulla. Ascoltando gli organi di informazione, del clima si parla (qualche volta) dopo le notizie finanziarie, la cronaca nera o gli scandali politici . Un po’ di più quando ci sono giornate particolarmente calde o nei casi di fenomeni atmosferici violenti . Allora si racconta dei danni o delle vittime, poi la spinta si esaurisce in pochi giorni. Ho visto persone “comuni” avere crisi isteriche per l’aumento dello spread , ma sull’inquinamento la preoccupazione non sembra così elevata. D’altronde, “se non se ne parla troppo , vuol dire che non esistono grandi pericoli”. Ma certo ! Così come le aziende alimentari ci parlano dei rischi sulla salute degli additivi che ingeriamo tutti i giorni o i produttori di telefonia ci spiegano gli effetti delle onde a radiofrequenza sul nostro cervello. Mi viene il dubbio che sugli argomenti riguardanti la “macchina dei soldi” si preferisca soprassedere o al limite edulcorare la realtà. È per questo che dovremmo cercare nuove forme di informazione. Anche chi pensa che prima o poi verranno inventate macchine miracolose come mega-aspirapolvere per ripulire l’aria e i mari, o che viaggeremo su auto ed aerei alimentati a succo di limone… beh, questa per molto tempo resterà fantascienza. Difficilmente la causa di un problema può esserne anche la soluzione. Ci troviamo nell’attuale contesto perché siamo andati troppo avanti ed avanzare ulteriormente non risolverà nulla. Probabilmente, dobbiamo fare un passo indietro.

Perché scrivere un Blog ?

Parlando con un amico a cui ho chiesto qualche consiglio su come iniziare questa esperienza, viste le mie scarse attitudini informatiche, tra il serio ed il faceto mi sono “giustificato” spiegandogli che probabilmente sono giunto alla crisi di mezza età. In realtà sulla crisi ci sono pochi dubbi, ma non credo che l’età c’entri più di tanto. Ci sono pensieri e paure che mi rimbalzano in testa di continuo e vorrei cercare di tirarli fuori facendo una cosa che mi è sempre piaciuta : scrivere. Di certo non sono Shakespeare, ma nella scrittura mi sento a mio agio. Al contrario, sono un pessimo oratore e a volte mi sono trovato ad immaginare me stesso come il classico annunciatore della fine del mondo che si vede nei film, con 2 cartelli appesi sulle spalle, mentre grida e suona un campanaccio (rappresentato nell’immagine dal mitico Homer de “I Simpson”). Di solito si trova in una metropoli americana e gli passano accanto migliaia di persone che nemmeno si accorgono di lui perché troppo presi dalla frenesia della loro quotidianità. Ma chi è più pazzo ? Chi grida il pericolo o chi non lo ascolta nemmeno ? In effetti, non ho intenzione di scrivere nulla di divertente in questo spazio (anche se a volte lo faccio), ma vorrei parlare di temi a me molto cari : ambiente e futuro. Come dicevo, mi capita di vedere degli sguardi un po’ perplessi da parte dei miei interlocutori e anche qualche sorrisetto canzonatorio. Pazienza, io credo nelle mie idee e sono convinto sia giusto portarle avanti. Pur essendo “anti-social (nel senso che non ho profili Facebook, Twitter o Instagram), ho pensato di poter utilizzare un mezzo più adatto, come un Blog, per raggiungere il mio scopo. Non mi importa se non lo seguirà nessuno o , se qualcuno lo farà, di prendermi quei sorrisetti attraverso i loro “black mirror”. L’importante (se ho pubblicato queste righe) è aver dato seguito ad un mio proposito e averlo messo in pratica ignorando i mille dubbi che da sempre mi seguono. Se poi aiuterò qualcuno a riflettere sugli argomenti che ho intenzione di proporre (o qualcuno aiuterà me con altri punti di vista) , allora ne sarà valsa la pena.